Stoner

Stoner, Bill, William, è l’uomo normale, è secondo me la versione “proletaria” dell’Urlich dell’”Uomo Senza Qualità” di Musil. È un antieroe, è quello che siamo e che saremo, il 99,99% della popolazione …

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Matrimonio e adulterio e Flaubert

Albinati ha detto che Madame Bovary non si è suicidata per i sensi di colpa dell’adulterio ma perchè ha capito che matrimonio e adulterio sono la stessa cosa. Concordo con la sua …

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Libri interessanti

Un’amica mi chiedeva alcuni libri interessanti e avventurosi da leggere: ecco le prime cose che mi vengono in mente. I romanzi di ambientazione texana: Lansdale, Cormac McCarthy. Quest’estate ho letto “Acqua Buia” …

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Bouvard e Pécuchet e webeti

Alfio Squillaci scrive: Bouvard e Pécuchet è un libro atroce. È il più grande sfottó della fiducia illuminista nella diffusione dei saperi. È una “Enciclopedia” rovesciata e sbeffeggiata. Per settimane sono rimasto …

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Avevano spento anche la luna

“Avevano spento anche la luna” di Ruta Sepetys è la storia di quello che hanno dovuto patire molti Lituani in seguito all’occupazione russa del ’41, visto dagli occhi di una quindicenne. È …

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Dorian Gray

Lo studio era pervaso dall’odore intenso delle rose e, quando tra gli alberi del giardino spirava la leggera brezza estiva, dalla porta spalancata entrava l’intenso odore dei lillà, o il più delicato profumo dei fiori rosa dell’eglantina.

Dall’angolo del divano di coperte da sella persiane, sul quale era sdraiato, fumando com’era sua abitudine innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton coglieva lo splendore dei fiori di liburno del colore e della dolcezza del miele, i cui tremuli rami parevano appena sopportare il peso della loro fiammeggiante bellezza.

Ogni tanto, l’ombra fantastica di un uccello in volo saettava, con un fuggevole effetto giapponese, sulle lunghe tende di seta grezza tese dinanzi all’enorme finestra ricordandogli quei pittori di Tokio dal viso di pallida giada che, con i mezzi di un’arte necessariamente immobile, cercano di rendere il senso della velocità e del moto.

[incipit de “il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde]