Quell’attimo di consapevolezza in cui tutto perde di significato, quel momento di dolore indescrivibile che è come un buco nero di sensazioni, in cui tutto diventa privo di significato tanto che ci si sente fuori da sé stessi, è una pura lucidità. È l’illuminazione zen, ma al contrario.
Le cose della vita, e le medicine e le terapie quando “le cose della vita” non bastano più, servono a non farci raggiungere quella lucidità, a non uscire dalla matrice, perché la lucidità è insopportabile.
come diceva Pino Caruso:
“La depressione è una forma di lucidità.
E la lucidità è insopportabile.”